L’inverno sembra non voler dare tregua, ma sul mercato del pellet in Sardegna le sorprese non sono solo legate al freddo. Improvvisi e vertiginosi aumenti dei prezzi, che in alcuni casi sfiorano il 50%, stanno mettendo in ginocchio le famiglie, specialmente quelle più vulnerabili. Cosa sta succedendo e perché dobbiamo preoccuparcene subito? L’intervento di Dario Giagoni mette in luce una situazione che minaccia la stabilità sociale, e non solo il portafoglio.
L’allarme: aumenti choc e scaffali vuoti
Nei giorni scorsi, la nostra redazione ha raccolto numerose segnalazioni da Nuoro e dintorni: il sacchetto di pellet, che a inizio stagione si aggirava intorno ai 5-6 euro, ora supera abbondantemente i 9-10 euro. Un rincaro che, secondo le testimonianze, arriva fino al 40% e oltre. Ma non è solo il prezzo a preoccupare. Molti punti vendita lamentano una quasi totale assenza del prodotto o lo distribuiscono con il contagocce, con giustificazioni che suonano sempre più vaghe: “Non ne abbiamo più e non sappiamo quando ci arriverà il prossimo rifornimento”.
Molti cittadini, stretti nella morsa del freddo e dei prezzi esorbitanti, si sono rivolti alle forze dell’ordine, ottenendo però risposte poco confortanti: si tratterebbe, a loro dire, della “legge del mercato” e il prezzo sarebbe definito unicamente dal venditore. Una situazione insostenibile, soprattutto per anziani e malati costretti a casa, che si ritrovano a sborsare il doppio per garantirsi un minimo di riscaldamento.
L’intervento del deputato Giagoni: speculazione allo stato puro?
Di fronte a questo scenario, il deputato sardo della LEGA, Dario Giagoni, ha deciso di passare all’azione. Ha formalmente presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per fare chiarezza su questi “forti rincari del pellet” e sulle “difficoltà di reperimento nei punti vendita”.
Giagoni non usa mezzi termini: “Il pellet è un bene essenziale per molte famiglie”, sottolinea, evidenziando come questa crisi colpisca duramente chi vive in zone come la Barbagia o l’entroterra sassarese, dove le alternative energetiche sono limitate e le temperature invernali non concedono tregua. Il sospetto è forte: una manovra speculativa volta a gonfiare artificialmente i listini, approfittando della situazione e della dipendenza di molte famiglie da questo combustibile.
Cosa chiede l’Antitrust?
Il parlamentare ha sollecitato il Garante a verificare se gli aumenti siano realmente giustificati dai costi di produzione e logistica – già penalizzati dall’insuliarità e dal ritorno dell’IVA al 22% – o se vi siano invece anomalie che richiedono un intervento per tutelare i consumatori.
Ricordiamo quanto accaduto a Nuoro, dove il prezzo era già schizzato oltre gli 8,50 euro, alimentando timori di speculazione e scaffali vuoti.
Chi sta pagando il prezzo più alto?
Le famiglie sarde. Pensateci bene: in molte case, soprattutto nelle zone interne, il pellet non è un lusso, ma l’unica fonte di riscaldamento disponibile e accessibile. Non poterlo acquistare significa affrontare un freddo insopportabile, rischiando conseguenze sulla salute. La differenza tra un sacchetto pagato il giusto e uno a prezzo maggiorato può significare scegliere tra riscaldare la casa o fare la spesa. Una situazione che non possiamo permetterci di ignorare.
Cosa fare se ti trovi in questa situazione?
Anche se le forze dell’ordine al momento non intervengono, ecco cosa puoi fare:
- Documenta tutto: Conserva scontrini, fai foto ai prezzi esposti nei negozi e, se possibile, annota le date.
- Segnala: Puoi inviare segnalazioni all’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) tramite il loro sito ufficiale.
- Parlare con i vicini: Condividere informazioni e organizzarsi può essere un primo passo per far sentire la propria voce.
Cosa ne pensi di questi aumenti? Hai riscontrato problemi simili nella tua zona?








