Se hai una colf, una badante o una baby-sitter, preparati: da gennaio 2026 sono scattati i nuovi contributi INPS. Forse non te ne sei ancora accorto, ma gli importi sono cambiati. L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha ridefinito le fasce di contribuzione, adeguandole alle variazioni economiche dell’ultimo anno. Non preoccuparti, l’incremento è minimo, ma è fondamentale sapere come calcolarlo per evitare sorprese.
Piccoli aumenti, grandi dettagli
Assindatcolf, l’associazione dei datori di lavoro domestico, ha evidenziato che l’incremento medio orario si aggira intorno ai tre centesimi. Sembra poco, ma ricorda che questi nuovi importi si applicano a tutti i versamenti contributivi in vigore dal 1° gennaio 2026, sia per i contratti già attivi sia per quelli di nuova stipula.
Capire le fasce contributive
Per chi lavora meno di 25 ore settimanali, restano in vigore tre fasce di contribuzione. La retribuzione oraria effettiva del lavoratore determina a quale fascia appartiene il tuo contratto e, di conseguenza, l’ammontare totale del contributo. Questo importo è poi diviso tra te, datore di lavoro, e il dipendente.
Quanto paghi concretamente in più all’ora
Ecco una panoramica degli aumenti, che ti aiuterà a calcolare la busta paga:
- Fino a 9,61 euro l’ora: il contributo totale sale a 1,70 euro (prima era 1,68). Di questi, 0,43 euro sono a carico del lavoratore.
- Tra 9,61 e 11,70 euro l’ora: l’importo totale diventa 1,92 euro (prima 1,89). Il dipendente contribuisce per 0,48 euro.
- Oltre 11,70 euro l’ora: il contributo totale raggiunge 2,34 euro (prima 2,30). La quota a carico del lavoratore è di 0,59 euro.
Oltre le 25 ore: un contributo unico
Se il tuo collaboratore lavora 25 ore o più a settimana, si applica un unico contributo orario. Anche in questo caso, l’importo è leggermente aumentato, mantenendo la stessa ripartizione tra datore di lavoro e dipendente che già conoscevamo.
Contratti a termine: le stesse regole
La buona notizia? La struttura contributiva per i contratti a tempo determinato rimane quella delle prestazioni inferiori alle 25 ore. Le famiglie dovranno quindi rifarsi alle stesse fasce per calcolare gli importi dovuti.
Cassacolf resta invariata, ma cambia il metodo di pagamento
Il contributo per l’assistenza contrattuale Cassacolf non subisce modifiche. L’importo resta lo stesso dell’anno precedente e continua a essere versato separatamente tramite PagoPA, con il codice F2. Ricorda che i versamenti nel settore domestico sono trimestrali: la prima scadenza per il 2026 è il 10 aprile, relativa ai mesi di gennaio, febbraio e marzo.
Pagamenti dal 2026: solo online
Attenzione, la vera novità è questa: dal 2026, i pagamenti dei contributi avvengono esclusivamente online. Dimentica i bollettini cartacei. Dovrai accedere al portale dei pagamenti INPS per generare gli avvisi PagoPA, effettuare il versamento e scaricare le ricevute. L’INPS ha potenziato l’assistenza telefonica gratuita per guidarti in questa transizione.
Una mano per chi ha più di 76 anni
Se hai più di 76 anni, sei esentato dall’obbligo di utilizzare esclusivamente il digitale. Per te, continuerà ad arrivare l’avviso PagoPA in formato cartaceo per tutto il 2026, permettendoti un adeguamento più graduale.
Tutti i canali per pagare
Il portale INPS ti offre la massima flessibilità: puoi pagare i contributi in qualsiasi momento tramite carta di credito, conto corrente o altri metodi previsti dal sistema PagoPA. In alternativa, puoi usare l’app INPS Mobile o IO, oppure contattare il Contact Center INPS o intermediari abilitati.
Se hai bisogno di chiarimenti o incontri difficoltà, non esitare a contattare l’assistenza telefonica INPS. L’obiettivo è garantire che tutti riescano a gestire i versamenti senza intoppi.
E tu, avevi già calcolato quanto aumenterà il tuo contributo mensile? Raccontacelo nei commenti!








